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Colosso di Framura

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Sentivo parlare da tempo di questo relitto, il famoso Vittoria. Un'amica mi diceva spesso che stava scendendo con qualcuno che si era fatto venire dei dubbi: Forse le notizie dell'affondamento di quel rimorchiatore nel 1945 non erano corrette. Probabilmente il famoso Vittoria non era lui. Certo si trattava di un rimorchiatore, ma quale? Dopo parecchie ricerche effettuate da persone molto esperte nel settore, il 14 Marzo 2008 un comunicato stampa diceva: IDENTIFICATO IL RELITTO DEL RIMORCHIATORE DI FRAMURA: È IL COLOSSO Prima un po' di storia: Il Colosso fu costruito nei Cantieri del Quarnaro a Fiume, per volere della Marina Militare Italiana, la costruzione del propulsore a vapore del tipo a duplice espansione ed alimentata a carbone, che sviluppava 1000 c.v. spettò ai Cantieri Navali Riuniti di Ancona, il rimorchiatore misurava 32,9 metri di lunghezza e 7,9 metri di larghezza e fu varato il 12 febbraio 1942. Nella sua breve carriera c'è da ricordare il rimorchio della MN Viminale il 23 gennaio del 1943 da Palermo a Taranto, in quella missione il Colosso rischiò di affondare tirato sul fondo dalla stessa motonave che trainava, dopo che quest'ultima fu colpita a morte. Dopo l'armistizio fu requisito dai tedeschi che lo riarmarono con due postazioni, una a prua e una poppa. Infine nel 1945, probabilmente, sotto attacco aereo Alleato il relitto colò a picco probabilmente trainato sul fondo dalle chiatte che rimorchiava che, dicono, trasportavano rame. Curioso però il fatto che ad oggi quelle chiatte non si sono trovate, c'è chi sostiene infatti che il relitto sia stato volutamente affondato per non pagare il dazio sul rimessaggio. 3 Agosto 2008 63 anni dopo; sono le cinque e la sveglia mi chiama. Questa volta non può andare storta, Annibale è da molto che organizza il tuffo ma c'è sempre un contrattempo. Mi alzo e Silvia è già attiva, si parte per Milano dove ci incontreremo con gli altri. Destinazione: Levanto. Il viaggio è lunghetto ma, la compagnia aiuta a non pensarci e tra discussioni su deco e racconti di squali nel Mediterraneo arriviamo finalmente a destinazione. I ragazzi del Diving ci aiutano a scaricare le numerose attrezzature che ci siamo portati dietro, per noi hanno dedicato due imbarcazioni in modo da non creare confusione. I gruppi saranno 3: io e Silvia che abbiamo pianificato una permanenza sul fondo di 50'; Davide e Andrea che ne hanno pianificata una di 40' circa; Annibale, Bruno, Ale, Giamba, Paolo, Max e Roby che faranno un tempo di fondo leggermente inferiore. Montate le attrezzature e caricate le barche si parte. Dopo circa 15 minuti di navigazione siamo sul pedagno, giusto il tempo di ancorare e io e Silvia siamo in acqua. Controlli e giù. Già a circa 20 metri riconosco la sagoma, è poggiato in assetto di navigazione e riconosco la postazione del cannoncino di prua. La discesa è veloce e corretta. Arrivati al punto di ancoraggio della cima, un veloce check e ci dirigiamo verso poppa, più precisamente verso l'elica. La visibilità è decente, siamo i primi sub a visitarlo oggi e prestiamo attenzione a non alzare sedimenti dalle lamiere. Timone ed elica sono davanti a noi, intatti, come se fossero fermi per manutenzione, pronti per ripartire ma non è così. Con Silvia ci siamo promessi di gustarci i particolari del relitto, di tempo ne abbiamo in abbondanza e la profondità e il gas scelto ci fanno da supporto. Saliamo sul ponte di coperta a prua e ci soffermiamo a curiosare i vari particolari del rimorchiatore. La mia attenzione cade su un motore elettrico e forse per deformazione professionale vado a sbirciare un po' di che si tratta. Proseguiamo verso prua, incontrando nel frattempo gli altri che sono scesi dopo noi, purtroppo il relitto non è grandissimo e solo le bolle d'aria aiutano ad alzare un po' di sedimento, infatti la visibilità si sta già riducendo. Ci fermiamo un po' a studiare i porta mitraglia e la battigia a forma tonda dove, una volta, stava molto probabilmente un piano di calpestio in legno. Scatto molte foto, ci sto quasi prendendo gusto. Silvia mi chiama e dice di provare una penetrazione, si entra nella parte di timoniera, ma la visibilità è peggiorata ancora.. sarà per la prossima volta, usciamo, ci gustiamo la prua e l'altro supporto della mitragliatrice. Mi stacco per cercare di vedere la nave nella sua interezza, mi alzo di qualche metro e anche se non benissimo la distinguo quasi completamente. Intanto guardo il cronometro, segna 39', ancora una decina di minuti, torniamo a poppa e scatto qualche altra foto, mentre vedo gli altri che iniziano la loro risalita. Incrociamo anche Davide ed Andrea che stanno tornando alla cima, mi guardo con Silvia che non esita a chiamare anche lei la risalita. Sono passati 52 minuti, iniziamo la risalita, come previsto avremo 35 minuti di deco in ean50, ma temperatura e compagnia sono buone. Tutto procede alla grande, intorno all'ottantesimo vedo il barcaiolo che scende in apnea a 6 metri e mi chiede quanto ne abbiamo ancora…heheh forse non sono abituati a questi tempi, ma a noi piace gustarcele le immersioni, gli segno 10 minuti con le dita, chissà se avrà capito. Ultimi metri e fuori, riposiamo una decina di minuti in superficie e poi su in barca e via, si torna al porto. Scaricata la barca, sciacquata e smontata l'attrezzatura, mangiato qualcosa in compagnia si fa ritorno a casa, il viaggio è lunghetto forse di più dell'andata ma ne è valsa la pena. Non vedo l'ora di tornarci per conoscere meglio questo relitto.

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